Inter-Simeone, che occasione persa…

18 maggio 2013

Raccontano i bene informati, quelli che bazzicano spesso dalle parti di Appiano Gentile e intorno ai centrali uffici milanesi della Saras, che Massimo Moratti non abbia mai perdonato a Diego Simeone l’onta del 5 maggio 2002. Quando il Cholo, ex interista cacciato da Lippi nell’estate ’99 (“ho commesso un grave errore di valutazione”, ammetterà poi con grande onestà il ct campione del mondo), giocò con impegno – come si addice a un serio professionista come lui – quella famosa sfida Lazio-Inter segnando anche un gol nel 4-2 finale che costò ai nerazzurri uno scudetto già (quasi) vinto.

Stentiamo a credere che Moratti viva di rancori, soprattutto nei confronti di un personaggio, il Cholo Simeone, che pur essendo rimasto solo due stagioni in nerazzurro ha incarnato alla grande l'”interismo”. Giocava – ispe dixit – “con il coltello tra i denti”, lottava a centrocampo, si inseriva in attacco segnando spesso gol decisivi, dava una mano alla difesa. Era insomma un giocatore dalla grande personalità, quel che si dice un vero allenatore in campo. Anche perchè sapeva tutto di tutte le squadre e di tutti i giocatori. Uno che viveva il calcio in modo ossessivo, uno che nello spogliatoio era un leader e che non le mandava a dire quando c’era qualche illustre compagno da “cazziare” per scarso rendimento o superficialità di atteggiamento (mitici i suoi scontri con Ronaldo). Leggi il seguito »

di Matteo Dotto

Milan, prova Tassotti in attesa di Prandelli!

5 maggio 2013

Al di là delle smentite di prammatica, l’impressione è che il collega Alberto Costa del Corriere della Sera (solitamente benissimo informato sulle cose rossonere) ci abbia visto giusto anche questa volta: anche secondo noi Massimiliano Allegri è alle sue ultime partite sulla panchina del Milan e quasi certamente allenerà nella prossima stagione la Roma. Ma qui poco o nulla ci importa del futuro di un allenatore comunque da ricordare positivamente per il suo ciclo triennale in casa del Diavolo. Leggi il seguito »

di Matteo Dotto

Lo scempio di Juve-Milan (e del nostro calcio)

21 aprile 2013

La pochezza del nostro calcio sta tutta nei primi 55 minuti di Juve-Milan: l’avevamo presentata come la super partita, la sfida tra le due squadre più titolate d’Italia, un match con il pepe delle ultime due polemiche edizioni di San Siro (quel gol annullato a Muntari nello scorso campionato e quel rigore fantasma assegnato ai rossoneri nell’andata). Quando Sandro Piccinini nel corso della sua telecronaca su Premium Calcio intorno al 32esimo ha esclamato “partita non entusiasmante” anche i calciofili più ottimisti si sono dovuti ricredere. Che chiavica di partita, prima e dopo il rigore segnato da Vidal… Peraltro una bruttura tecnica con doppia cappella di Abate e Amelia (che pure aveva il coraggio di protestare…). Quello 0-0 sembrava un biscotto schifoso. Vero è che forse un punto per uno poteva star bene a tutte e due le squadre (in realtà più alla Juve che al Milan), ma dubitiamo che la ragione di un primo tempo e spiccioli di rara bruttezza stia tutta nell’ipotesi di un inconscio accomodamento in corso d’opera della partita.

La realtà è che sono due domeniche di fila che l’appassionato di calcio (non il tifoso, magari quello con gli occhi foderati di prosciutto) va a letto con uno strano sapore in bocca: sapore di niente, come niente aveva lasciato Milan-Napoli l’altra settimana. Che c’entri l’assenza di Balotelli? Chissà…

Proviamo comunque a immaginarci per un giorno appassionati di calcio – che so – ungheresi o turchi. Che si mettono sul divano in quel di Budapest o di Istanbul per vedere all’opera la terza contro la seconda classificata del campionato italiano oppure, come nel caso della sfida dello Juventus Stadium, la virtuale squadra campione d’Italia contro la terza forza della Serie A. Meglio cambiare canale…
Già, quello che una volta era “il campionato più bello del mondo” e che negli ultimi tempi per pudore era diventato “il campionato più difficile del mondo” sta purtroppo entrando negli annali come “il campionato più noioso del mondo.” Che nostalgia vedere in tribuna d’onore Ronaldo e ripensare alle magie che dispensava con la maglia nerazzurra una quindicina di anni orsono. Oggi basterebbe, a dir la verità, quel Ronaldo già bello cicciotto che giocò un paio di stagioni con la maglia del Milan. Farebbe comunque ancora la differenza. Mio Dio, come siamo caduti in basso…

P.S. Domanda: di quali gravi colpe si è macchiato nelle ultime settimane De Sciglio per perdere il posto in favore di Abate e/o Constant? Il giovane rossonero era già stato epurato al Camp Nou, quindi prima del rigore di Firenze…

P.S. Ringraziamento: all’arbitro Banti per aver assegnato solo due minuti di recupero nel secondo tempo (aumentati di 30 secondi per la sostituzione di Peluso per Asamoah nell’extratime). Uno scempio tale meritava tale “magro” epilogo.

di Matteo Dotto

Orrori e omissioni del nostro piccolo calcio

8 aprile 2013

Autocritica, questa sconosciuta. Ridurre, come ha fatto a caldo Stramaccioni, la sconfitta casalinga contro l’Atalanta all’assurdo abbaglio arbitrale in occasione del rigore del 3-2 spiega il “nanismo” del calcio italiano anche al cospetto dell’Europa. Leggi il seguito »

di Matteo Dotto

Quagliarella e lo strano mobbing di Conte

30 marzo 2013

Senza troppi giri di parole:   Quagliarella sta sulle balle a Conte così come Conte sta sulle balle a Quagliarella. Non può infatti spiegarsi diversamente il fatto che il miglior cannoniere bianconero stagionale (12 gol ma soprattutto una media di un centro ogni 90 minuti) sia anche quello che ha collezionato meno minuti sul campo e pure quello che a gennaio è stato il più vicino a lasciare la Juventus. Strano destino quello del bomber stabiese, unico superstite azzurro al naufragio del mondiale sudafricano. Non è stato profeta in patria a Napoli (altro rapporto complicato con Mazzarri) e continua a essere precario nella Juve. L’eroe di San Siro (ma anche dello Stamford Bridge…) si gode l’impresa (splendido gol e assist caparbio e preciso per il 2-1 di Matri) masticando rabbia per un sabato da protagonista… grazie al turnover. Leggi il seguito »

di Matteo Dotto

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Ibra alla Juventus, non s’ha da fare…

10 marzo 2013

I continui rumors che danno come possibile, anzi probabile, il ritorno di Ibrahimovic alla Juve aprono il dibattito che sarà presumibilmente il tormentone del mercato estivo 2013: Ibra serve davvero a questa Juventus? Leggi il seguito »

di Matteo Dotto

La Strama-svolta e Cassano l’imboscato

3 marzo 2013

Può essere che l’Inter di Stramaccioni vinca l’Europa League e conquisti un posto per la prossima edizione della Champions. Può essere che l’Inter di Stramaccioni vada fuori agli ottavi contro il Tottenham e non centri l’obiettivo Champions. In ogni caso, al termine di questo turbolento weekend, l’Inter ha una certezza: Andrea Stramaccioni – che può stare simpatico o meno a tanti tifosi interisti e non – è un allenatore con le palle. Perchè le palle ha dimostrato di averle nella gestione del caso Cassano: non si è nascosto, ci ha messo la faccia sabato, ha preso la decisione giusta e saprà, ne siamo certi, gestire al meglio lo spinosissimo rapporto con il bizzoso (e maleducato) campione barese nelle prossime settimane. Leggi il seguito »

di Matteo Dotto

Mazzarri e un Napoli in confusione

17 febbraio 2013

E’ possibile criticare la vera (unica?) rivale della Juventus nella corsa scudetto? Criticare insomma quel Napoli che ha ben 11 punti in più rispetto alla scorsa stagione e due in più rispetto a due campionati fa? Quel Napoli che nel 2011 aveva conquistato un lusinghiero terzo posto che è valso la Champions e che nel 2012 ha sollevato al cielo una Coppa Italia dopo 20 anni in bianco? Leggi il seguito »

di Matteo Dotto

Il campionato dei guappi

10 febbraio 2013

C’è il portiere, c’è il centravanti, c’è l’allenatore, c’è il presidente e c’è l’immancabile sito internet societario. Nella settimana sublimata dalla destinazione finale di Cagliari-Milan (tira e molla da teatro dell’assurdo con tanti complimenti al Prefetto di Cagliari e alla Lega Calcio), ecco qualche scenetta che testimonia dell’attuale mediocrità del calcio italiano.
Il dito medio mostrato da Delio Rossi a Burdisso e l’uscita dal campo del tecnico (espulso) intento ad aizzare il popolo di Marassi merita l’oscar della stupidità della domenica. Poco importa che ci sia stata o meno provocazione: l’avversario va rispettato sempre, e se può succedere che un calciatore manchi di rispetto a un allenatore (della squadra propria o di quella avversaria) meno bello che accada il contrario. Leggi il seguito »

di Matteo Dotto

Milan, Ogbonna a giugno

4 febbraio 2013

Il trio delle creste rossonere ha entusiasmato per 45 minuti, i 3 punti arrivati con il rocambolesco rigore assegnato su El Shaarawy proprio nell’ultima azione procurano l’aggancio ai cugini interisti e proiettano il Milan a soli tre punti dalla zona Champions. Alla 13esima giornata il distacco dal terzo posto (occupato allora da Fiorentina e Napoli) era di 12 punti.

In un Milan dallo straordinario potenziale offensivo e con un centrocampo che ha trovato in Montolivo il nuovo faro, qualche problemino sussiste in difesa, più in mezzo che sugli esterni. Come testimoniato peraltro dal gol udinese di Pinzi. Bonera non è nulla più di un onesto mestierante, Mexes ha grandi doti tecniche ma “sfarfalleggia” troppo, Yepes è un vecchio guerriero di 37 anni, De Sciglio dà il meglio sulla fascia. E’ Zapata – il cui prezzo per il riscatto è comunque alto – l’unico centrale a nostro avviso di caratura internazionale, al netto di qualche amnesia di troppo. Ecco quindi che sul mercato estivo 2013 s’impone l’acquisto di un difensore centrale categoria lusso. Leggi il seguito »

di Matteo Dotto